26Ago

Dalla domanda INPS al ricorso: il percorso di assistenza offerto da ANIMID

Quando hai bisogno di fare una domanda INPS per richiedere l’invalidità civile puoi procedere in solitaria oppure ottenere il supporto da parte di associazioni come ANIMID che con i suoi consulenti esperti aiuta a seguire in modo attento tutta la procedura dalla richiesta fino all’esito, oltre che in caso di eventuale ricorso.

Per accedere al supporto offerto da ANIMID (Associazione Nazionale Invalidi Mutilati e Disabili) è necessario il tesseramento che permette di accedere a diversi servizi dalla consulenza telefonica e online in ambito previdenziale, fiscale e legale, alle attività di sostegno previste per gli associati. Con una piccola quota associativa annuale hai la possibilità di avere al tuo fianco degli esperti che possono aiutarti nell’invio e nella consultazione delle domande INPS, dall’invalidità civile alla richiesta dell’indennità di accompagnamento, ai relativi benefici accessibili successivi al riconoscimento come previsto dalla legge 104/1992.

Assistenza ANIMID per l’invio della domanda di riconoscimento invalidità civile

La tutela per il riconoscimento delle prestazioni si articola in un accompagnamento continuativo, che parte dal supporto e consiglio su come ottenere e preparare la documentazione sanitaria e amministrativa e prosegue attraverso la presentazione dell’istanza, il monitoraggio dell’avanzamento della domanda e il suo esito. Come previsto fino al 31 dicembre del 2026, bisogna considerare che nelle province interessate dalla sperimentazione il procedimento si avvia direttamente con la trasmissione telematica del certificato medico introduttivo da parte del medico certificatore abilitato, che vale di per sé come istanza e rende superflua la domanda amministrativa separata.

Dove la riforma non è ancora operativa resta invece il doppio passaggio, con acquisizione del certificato medico introduttivo seguito dalla domanda da inoltrare all’INPS entro i termini di validità. In entrambi i casi prima di inoltrare la domanda o anche prima di rivolgersi al medico per l’invio del certificato introduttivo per via telematica è possibile chiedere aiuto ad ANIMID e ai suoi consulenti per capire come funziona la procedura e quali sono i passaggi da seguire per ottenere il riconoscimento della disabilità.

Consultazione dell’esito e supporto in caso di domanda respinta, sospesa o d’integrazione documentale

Dopo aver inviato la domanda e svolta la visita medica con la commissione dell’INPS arriva il momento d’attesa che permetterà di conoscere successivamente lo stato della domanda, consultabile anche online sul Portale della disabilità e infine il suo esito definitivo. ANIMID supporta i suoi tesserati nel consultare il Portale della disabilità, ma soprattutto aiuta il richiedente nel momento in cui la pratica dovesse essere: sospesa, necessitante di integrazione documentale o nei peggiori casi respinta.
In caso di sospensione della domanda per mancanza di informazioni sanitarie chiare, i consulenti dell’associazione possono fornirti tutte le informazioni su come procedere per far sì che la procedura vada avanti.

Fornendo di conseguenza supporto nell’indicare quale sia giusta documentazione sanitaria al fine di inviare alla commissione medica dell’INPS tutte le informazioni mancanti o considerate non aggiornate come eventuali nuovi esami strumentali o medici che possano chiarire in modo più accurato lo stato di salute del richiedente e permettere una corretta valutazione sul grado di disabilità.
Se invece la domanda necessità di integrazione documentale, allora i consulenti ANIMID ti riferiranno quali sono i documenti mancanti risultanti dal verbale dell’INPS, aiutandoti a produrre quelli corretti e soprattutto a rispettare i tempi di consegna. L’integrazione documentale ha un termine perentorio, il che vuol dire che l’Istituto richiede che questi siano inviati entro un termine preciso superato il quale la domanda viene respinta e il procedimento concluso.

In caso di ritardi, dunque, sarà necessario far ripartire l’iter e inviare una nuova richiesta per il riconoscimento dell’invalidità civile.
Infine, il caso che più spaventa chi fa domanda per l’invalidità civile è il respingimento integrale dell’istanza o il riconoscimento di una percentuale inferiore rispetto a quella necessaria per accedere alla prestazione. In questa situazione intervengono anche i legali che lavorano con ANIMID che possono effettuare, innanzi tutto, un analisi della documentazione depositata, del verbale e successivamente valutare se promuovere l’accertamento tecnico preventivo e successivamente il ricorso, che deve essere fatto entro sei mesi dal ricevimento dell’esito. Durante tutta la procedura di ricorso si ottiene il supporto legale degli esperti di ANIMID grazie al collegamento con professionisti del territorio che curano il patrocinio in sede giudiziaria.

Sportello legale e diritti di ANIMID: consulenze gratuite su tutele, ricorsi e procedure amministrative

Oltre al supporto durante tutto il percorso per la domanda INPS per la richiesta di invalidità civile, ANIMID ha un punto di ascolto raggiungibile anche telefonicamente oppure online, che risponde a tutte le domande del tesserato che riguardano sia l’invalidità civile, l’indennità, i benefici delle legge 104/1992 e le relative misure di sostegno, con consulenze gratuite dedicate sia a chi deve avviare la pratica sia a coloro che ha ricevuto un verbale che si intende contestare. L’orientamento fornito dallo sportello non sostituisce il patrocinio legale necessario in sede giudiziaria, in caso di ricorso, ma consente di capire come procedere al confronto con il professionista avendo già individuato i punti deboli della valutazione ricevuta e la documentazione sanitaria da produrre a sostegno.

Aiuto e consulenza per le agevolazioni fiscali collegate a disabilità, ausili e spese sanitarie

L’assistenza fiscale è quello che genera il maggior numero di benefici non richiesti, perché detrazioni ed esenzioni non vengono attribuite d’ufficio e presuppongono che il contribuente conosca l’esistenza della misura e conservi la documentazione idonea a dimostrarne i presupposti. Il servizio dedicato spiega in forma accessibile quali voci di spesa rientrano nelle agevolazioni e quale certificazione occorre allegare. Le agevolazioni più ricorrenti riguardano l’acquisto di ausili tecnici e informatici, le spese sanitarie e di assistenza specifica, l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’acquisto di veicoli adattati, ciascuna con condizioni proprie di applicazione e con aliquote differenziate.

Alcune misure richiedono il riconoscimento della condizione di gravità, altre si applicano sulla base della sola invalidità certificata.
Il supporto si estende alla raccolta dei documenti, alla compilazione delle pratiche e alla gestione delle scadenze, aspetto tutt’altro che secondario quando la fruizione del beneficio è vincolata alla presentazione di una comunicazione entro una data determinata.
Le esenzioni dal ticket sanitario e dal bollo auto seguono procedure gestite da enti diversi e vanno rinnovate secondo calendari propri.

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Tesseramento ANIMID 2026: perché entrare a far parte della nostra rete di supporto

29Lug

Assegno di assistenza e pensione di invalidità: quali differenze ci sono?

L’assegno di assistenza e la pensione di invalidità sono due prestazioni sociali a supporto delle persone con invalidità civile e limitata capacità lavorativa. Entrambe le prestazioni spesso vengono accostate, ma è necessario distinguerle, perché non solo sono dirette verso diversi soggetti. Le differenze principali tra assegno mensile di assistenza e pensione di inabilità si definiscono in due elementi specifici quali: percentuale di invalidità e reddito personale. Quindi andiamo a vedere le caratteristiche delle due prestazioni sociali e infine cerchiamo di carpirne le principali differenze.

Assegno mensile di assistenza: a chi spetta, requisiti e caratteristiche

L’assegno mensile di assistenza viene erogato a chi presenta alcuni specifici requisiti tra cui:

  • Invalidità civile parziale riconosciuta in una percentuale che va da un minimo del 74% fino a un massimo del 99%.
  • Un’età che deve essere compresa tra i 18 e i 67 anni.
  • Residenza stabile e abituale in Italia, sia che si sia cittadini italiani, UE o Extra UE.

Per quanto riguarda il reddito limite personale è di 5.852,21 euro, mentre l’importo erogato è pari a 340,71 euro per 13 mensilità. Questa prestazione, dunque, non si collega a una impossibilità lavorativa totale, ma ad un’importante limitazione che deve essere sempre confermata da un verbale sanitario e che si deve mantenere all’interno dei parametri economici previsti dalla normativa.

L’assegno mensile di assistenza viene corrisposto anche nel momento in cui l’invalido viene ricoverato in un istituto pubblico che provvede al suo sostentamento e decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

Pensione di inabilità civile: riconoscimento e caratteristiche

La pensione di inabilità civile viene riconosciuta agli invalidi civili totali, ossia a coloro che hanno un’inabilità al lavoro pari al 100%. La pensione viene riconosciuta a chi ha un’età tra i 18 e i 67 anni, sempre con residenza stabile in Italia e requisiti sanitari comprovati dal medico e dalla commissione sanitaria dell’INPS. L’importo attuale della pensione di inabilità civile è di 340,71 euro per 13 mensilità, con un limite di reddito personale annuo pari a 20.029,55 euro.

La prestazione si rivolge a coloro che sia sul piano medico-legale sia sotto il profilo di capacità lavorativa risultino inabili e necessitino di conseguenza di un supporto maggiore. La pensione può essere riconosciuta anche se la persona è ricoverata in un istituto pubblico che provvede al sostentamento, e può essere incrementata in condizioni particolari di reddito secondo le regole vigenti. Al compimento dell’età prevista per l’assegno sociale, indicata per il 2026 in 67 anni, la pensione di inabilità si trasforma in assegno sociale sostitutivo.

Le principali differenze tra assegno di assistenza e pensione di invalidità

Le principali differenze tra l’assegno di assistenza e pensione di invalidità come abbiamo visto sono nella percentuale di inabilità lavorativa riconosciuta:

  • Per l’assegno mensile di assistenza: l’assistito deve avere un’invalidità riconosciuta compresa tra il 74% e il 99%
  • Per la pensione di inabilità: deve vedersi riconosciuta una inabilità permanente pari al 100%.

A questa differenza se ne aggiungono anche altre riguardanti le soglie di reddito che sono nettamente differenti: per chi prende l’assegno di assistenza, infatti, abbiamo un limite di 5.852,21 euro contro i 20.029,55 euro per chi invece può richiedere la pensione di inabilità. Infine, sul piano economico, entrambe prevedono lo stesso importo ma chi prende la pensione di inabilità civile al 100% può eventualmente beneficiare del cosiddetto “incremento al milione” (maggiorazione sociale), che ne aumenta l’importo effettivo in presenza di determinati requisiti reddituali, cosa non prevista negli stessi termini per l’assegno.

Requisiti comuni tra pensione e assegno di assistenza

Tutte e due le prestazioni hanno anche dei punti in comune ossia richiedono cittadinanza italiana, oppure, per i cittadini stranieri, i requisiti specifici previsti per comunitari ed extracomunitari, insieme alla residenza stabile e abituale in Italia. Per i cittadini extracomunitari è richiesto un permesso di soggiorno di almeno un anno, mentre per i cittadini comunitari è necessaria l’iscrizione all’anagrafe del comune di residenza. Il limite anagrafico è il medesimo: minimo 18 anni e massimo 67 anni con successivo passaggio all’assegno sociale sostitutivo al raggiungimento dell’età prevista.

Un altro elemento comune è l’iter sanitario: per ottenere la prestazione serve il verbale di invalidità civile rilasciato dalla commissione medico-legale al termine dell’accertamento sanitario. Nelle province che sono coinvolte dalla sperimentazione, il sistema prevede il certificato medico introduttivo inviato telematicamente dal medico certificatore e l’avvio dell’accertamento senza domanda amministrativa iniziale; fuori da queste province, fino al 31 dicembre 2026, resta necessaria anche la domanda amministrativa di invalidità civile.

La domanda per la pensione o per l’assegno può essere presentata online sul sito INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite patronato o associazioni di categoria abilitate.

Compatibilità e incompatibilità con altri supporti economici

L’assegno mensile di assistenza ha un sistema di compatibilità più rigido, infatti non si può percepire se si sceglie di usufruire delle prestazioni come quelle per l’invalidità di guerra, lavoro o servizio o di altre tipologie di pensioni dirette di invalidità. La pensione di inabilità invece è compatibile con le prestazioni erogate a titolo di invalidità per lavoro, guerra o servizio. Inoltre questa è compatibile anche per coloro che prendono altre pensioni di invalidità dirette.

Per la pensione di inabilità, inoltre, la compatibilità con l’attività lavorativa è prevista con limiti reddituali maggiori, mentre per l’assegno mensile di assistenza lo svolgimento di attività lavorativa è contemplato solo entro i limiti reddituali previsti.

Tempi e gestione della pratica

Per entrambe le prestazioni il procedimento di liquidazione deve concludersi entro 45 giorni dalla data di presentazione della domanda di pagamento completa di tutti i dati obbligatori. Una volta definito l’iter, il verbale viene inviato dall’INPS tramite raccomandata A/R o PEC, se disponibile, e resta consultabile anche nella Cassetta postale online.

Infine, per entrambe, con l’eccezione delle domande di aggravamento, non è possibile presentare una nuova domanda per la stessa prestazione prima che l’iter precedente sia concluso o, in caso di ricorso, prima di una sentenza passata in giudicato. In definitiva, sono due misure che possono sembrare simili, ma che richiedono specifici requisiti prevedendo di conseguenza diverse agevolazioni e limitazioni.

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