26Ago

Dalla domanda INPS al ricorso: il percorso di assistenza offerto da ANIMID

Quando hai bisogno di fare una domanda INPS per richiedere l’invalidità civile puoi procedere in solitaria oppure ottenere il supporto da parte di associazioni come ANIMID che con i suoi consulenti esperti aiuta a seguire in modo attento tutta la procedura dalla richiesta fino all’esito, oltre che in caso di eventuale ricorso.

Per accedere al supporto offerto da ANIMID (Associazione Nazionale Invalidi Mutilati e Disabili) è necessario il tesseramento che permette di accedere a diversi servizi dalla consulenza telefonica e online in ambito previdenziale, fiscale e legale, alle attività di sostegno previste per gli associati. Con una piccola quota associativa annuale hai la possibilità di avere al tuo fianco degli esperti che possono aiutarti nell’invio e nella consultazione delle domande INPS, dall’invalidità civile alla richiesta dell’indennità di accompagnamento, ai relativi benefici accessibili successivi al riconoscimento come previsto dalla legge 104/1992.

Assistenza ANIMID per l’invio della domanda di riconoscimento invalidità civile

La tutela per il riconoscimento delle prestazioni si articola in un accompagnamento continuativo, che parte dal supporto e consiglio su come ottenere e preparare la documentazione sanitaria e amministrativa e prosegue attraverso la presentazione dell’istanza, il monitoraggio dell’avanzamento della domanda e il suo esito. Come previsto fino al 31 dicembre del 2026, bisogna considerare che nelle province interessate dalla sperimentazione il procedimento si avvia direttamente con la trasmissione telematica del certificato medico introduttivo da parte del medico certificatore abilitato, che vale di per sé come istanza e rende superflua la domanda amministrativa separata.

Dove la riforma non è ancora operativa resta invece il doppio passaggio, con acquisizione del certificato medico introduttivo seguito dalla domanda da inoltrare all’INPS entro i termini di validità. In entrambi i casi prima di inoltrare la domanda o anche prima di rivolgersi al medico per l’invio del certificato introduttivo per via telematica è possibile chiedere aiuto ad ANIMID e ai suoi consulenti per capire come funziona la procedura e quali sono i passaggi da seguire per ottenere il riconoscimento della disabilità.

Consultazione dell’esito e supporto in caso di domanda respinta, sospesa o d’integrazione documentale

Dopo aver inviato la domanda e svolta la visita medica con la commissione dell’INPS arriva il momento d’attesa che permetterà di conoscere successivamente lo stato della domanda, consultabile anche online sul Portale della disabilità e infine il suo esito definitivo. ANIMID supporta i suoi tesserati nel consultare il Portale della disabilità, ma soprattutto aiuta il richiedente nel momento in cui la pratica dovesse essere: sospesa, necessitante di integrazione documentale o nei peggiori casi respinta.
In caso di sospensione della domanda per mancanza di informazioni sanitarie chiare, i consulenti dell’associazione possono fornirti tutte le informazioni su come procedere per far sì che la procedura vada avanti.

Fornendo di conseguenza supporto nell’indicare quale sia giusta documentazione sanitaria al fine di inviare alla commissione medica dell’INPS tutte le informazioni mancanti o considerate non aggiornate come eventuali nuovi esami strumentali o medici che possano chiarire in modo più accurato lo stato di salute del richiedente e permettere una corretta valutazione sul grado di disabilità.
Se invece la domanda necessità di integrazione documentale, allora i consulenti ANIMID ti riferiranno quali sono i documenti mancanti risultanti dal verbale dell’INPS, aiutandoti a produrre quelli corretti e soprattutto a rispettare i tempi di consegna. L’integrazione documentale ha un termine perentorio, il che vuol dire che l’Istituto richiede che questi siano inviati entro un termine preciso superato il quale la domanda viene respinta e il procedimento concluso.

In caso di ritardi, dunque, sarà necessario far ripartire l’iter e inviare una nuova richiesta per il riconoscimento dell’invalidità civile.
Infine, il caso che più spaventa chi fa domanda per l’invalidità civile è il respingimento integrale dell’istanza o il riconoscimento di una percentuale inferiore rispetto a quella necessaria per accedere alla prestazione. In questa situazione intervengono anche i legali che lavorano con ANIMID che possono effettuare, innanzi tutto, un analisi della documentazione depositata, del verbale e successivamente valutare se promuovere l’accertamento tecnico preventivo e successivamente il ricorso, che deve essere fatto entro sei mesi dal ricevimento dell’esito. Durante tutta la procedura di ricorso si ottiene il supporto legale degli esperti di ANIMID grazie al collegamento con professionisti del territorio che curano il patrocinio in sede giudiziaria.

Sportello legale e diritti di ANIMID: consulenze gratuite su tutele, ricorsi e procedure amministrative

Oltre al supporto durante tutto il percorso per la domanda INPS per la richiesta di invalidità civile, ANIMID ha un punto di ascolto raggiungibile anche telefonicamente oppure online, che risponde a tutte le domande del tesserato che riguardano sia l’invalidità civile, l’indennità, i benefici delle legge 104/1992 e le relative misure di sostegno, con consulenze gratuite dedicate sia a chi deve avviare la pratica sia a coloro che ha ricevuto un verbale che si intende contestare. L’orientamento fornito dallo sportello non sostituisce il patrocinio legale necessario in sede giudiziaria, in caso di ricorso, ma consente di capire come procedere al confronto con il professionista avendo già individuato i punti deboli della valutazione ricevuta e la documentazione sanitaria da produrre a sostegno.

Aiuto e consulenza per le agevolazioni fiscali collegate a disabilità, ausili e spese sanitarie

L’assistenza fiscale è quello che genera il maggior numero di benefici non richiesti, perché detrazioni ed esenzioni non vengono attribuite d’ufficio e presuppongono che il contribuente conosca l’esistenza della misura e conservi la documentazione idonea a dimostrarne i presupposti. Il servizio dedicato spiega in forma accessibile quali voci di spesa rientrano nelle agevolazioni e quale certificazione occorre allegare. Le agevolazioni più ricorrenti riguardano l’acquisto di ausili tecnici e informatici, le spese sanitarie e di assistenza specifica, l’abbattimento delle barriere architettoniche e l’acquisto di veicoli adattati, ciascuna con condizioni proprie di applicazione e con aliquote differenziate.

Alcune misure richiedono il riconoscimento della condizione di gravità, altre si applicano sulla base della sola invalidità certificata.
Il supporto si estende alla raccolta dei documenti, alla compilazione delle pratiche e alla gestione delle scadenze, aspetto tutt’altro che secondario quando la fruizione del beneficio è vincolata alla presentazione di una comunicazione entro una data determinata.
Le esenzioni dal ticket sanitario e dal bollo auto seguono procedure gestite da enti diversi e vanno rinnovate secondo calendari propri.

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24Ago

Disabilità, attenzione alla nuova procedura INPS: chi può presentare la domanda

L’INPS ha attivato “SISDA – trasmissione istanze per il progetto di vita”, il nuovo servizio telematico rivolto alle persone con disabilità residenti nelle province coinvolte nella sperimentazione della riforma della disabilità.

 

Chi può presentare la domanda

Possono presentare l’istanza le persone che possiedono un certificato di disabilità rilasciato secondo il decreto legislativo n. 62/2024 oppure una certificazione ai sensi della legge n. 104/1992 ottenuta prima della riforma. Tra i requisiti rientrano, ad esempio, un’invalidità civile superiore al 33%, determinate condizioni di disabilità visiva o uditiva e la necessità di un sostegno almeno lieve ai sensi della legge 104. La domanda può essere presentata dalla persona con disabilità, dal genitore per un minore o, nei casi previsti, da tutore, curatore o amministratore di sostegno.

 

Come funziona SISDA

La richiesta deve essere presentata online sul sito INPS, accedendo con SPID almeno di livello 2, CIE di livello 3, CNS o eIDAS. Con l’istanza, il cittadino autorizza l’INPS a trasmettere all’Ambito Territoriale Sociale (ATS) competente il certificato definitivo di disabilità, il questionario WHODAS e i dati di contatto. Sarà poi l’ATS a contattare la persona e ad avviare il percorso per la predisposizione del progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato, sulla base della valutazione multidimensionale.

 

Dove è attiva la sperimentazione

La procedura riguarda i residenti nelle province coinvolte nella sperimentazione, partita il 1° gennaio 2025, ampliata il 30 settembre 2025 e ulteriormente estesa dal 1° marzo 2026 a numerosi territori, tra cui Caserta, Roma, Milano, Torino, Bologna, Cagliari, Catania e Venezia. La normativa consente comunque di presentare la richiesta anche in forma libera e in qualsiasi momento direttamente all’ATS, al Comune di residenza o a un altro ente individuato dalla normativa regionale. Il nuovo servizio SISDA rappresenta quindi un ulteriore strumento digitale per facilitare il passaggio dalla certificazione della disabilità all’avvio del percorso territoriale finalizzato alla costruzione di un progetto di vita personalizzato.

19Ago

Come controllare online lo stato della domanda INPS per l’invalidità civile

Dopo aver sostenuto la visita di accertamento sanitario, l’attesa del verbale è il momento in cui la maggior parte delle persone si sente più disorientata, dato che il giudizio non viene comunicato in seduta e bisogna attendere la notifica ufficiale. La valutazione espressa dalla commissione, infatti, deve prima essere formalizzata e validata, e solo dopo che si sarà chiuso il procedimento il responso diventa consultabile online.

Uno degli strumenti che l’INPS ha messo a disposizione per controllare lo stato della domanda online è il Portale della disabilità che permette di avere accesso direttamente a tutti i servizi dedicati alle informazioni e ai servizi in materia di invalidità civile, cecità civile, sordità, disabilità ai sensi della legge 68/1999 e handicap ai sensi della legge 104/1992.

Come controllare online lo stato della domanda INPS dal Portale della disabilità

Il portale della disabilità dell’INPS presenta sulla sua piattaforma tutte le pratiche intestate al richiedente, comprese quelle che si sono già concluse, restituendo per ogni pratica inviata gli esiti di ogni fase dell’iter sia sanitario sia amministrativo e permette di verificare anche lo stato delle pratiche che ancora non hanno visto la chiusura del procedimento.

Per verificare le informazioni per le domande INPS in corso online bisogna:

  • Accedere al sito inps.it con SPID, CIE oppure CNS.
  • Aprire il Portale della disabilità dall’area riservata MyINPS.
  • Selezionare la domanda di interesse tra quelle in corso e quelle concluse.
  • Se la procedura è conclusa sarà possibile vederne l’esito e scaricare.

La consultazione sul Portale della Disabilità permette l’accesso completo a tutte le informazioni fornite all’INPS e quelle riguardanti l’iter seguito, quindi è possibile visionare facilmente online il certificato medico introduttivo trasmesso dal medico, il luogo, la data e l’orario fissati per la visita, l’invalidità riconosciuta e i verbali redatti sia dalle ASL sia dall’Istituto.

Attraverso la stessa piattaforma il cittadino può anche procedere autonomamente alla trasmissione della documentazione sanitaria destinata alle commissioni mediche per la redazione dei verbali di prima istanza, aggravamento e revisione sugli atti.

Oltre alla sezione dedicata alla consultazione delle pratiche in corso, da questo portale è possibile anche visionare avvisi e le scadenze relative alle domande di prima istanza, di revisione e di indennità di frequenza, insieme alle note che l’istituto invia nell’area dedicata alle comunicazioni. L’accesso alla piattaforma è possibile non solo all’interessato alla domanda ma anche a chi li assiste e ha la delega per l’identità digitale registrata dall’INPS.

Se non si possiedono le credenziali o si ha bisogno di ulteriore assistenza è sempre possibile affidarsi ad associazioni o al patronato, che supporta l’interessato nella ricerca delle informazioni dedicate allo stato della pratica e al suo esito.

Se non si può svolgere la consultazione telematica o non ci si può rivolgere a un patronato o associazione una soluzione per sapere qual è la situazione della pratica è quella offerta dal Contact Center INPS che può fornisce indicazioni sullo stato della lavorazione anche telefonicamente. In questo caso l’operatore telefonico comunica all’interessato se il procedimento risulta in lavorazione, definito, sospeso oppure in attesa di integrazione documentale, senza poter anticipare il contenuto del giudizio.

Tempi di notifica e comunicazione dell’esito

L’esito della pratica prevede la comunicazione telematica sul Portale della Disabilità ma anche con altre forme di comunicazione personale come la raccomandata A/R e l’invio di una PEC all’indirizzo indicato in fase di richiesta. Sia la PEC sia la raccomandata A/R hanno valore legale e servono a documentare in quale momento è stato notificato l’esito della domanda d’invalidità civile, data che serve anche a far partire i conteggi per la concessione e il pagamento delle prestazioni a sostegno del reddito previste dalla legge.

L’INPS invia la raccomandata A/R all’indirizzo di residenza, spedendo due copie del documento, una integrale con tutte le informazioni sulla percentuale di invalidità e sulla diagnosi e una priva delle informazioni mediche rilevanti, questa seconda copia del documento è stata pensata per l’uso nei rapporti con enti e datori di lavoro.

Per quanto riguarda le tempistiche per ricevere l’esito della domanda INPS per invalidità civile questo in genere viene comunicato entro 120 giorni dopo aver fatto la visita medica con la Commissione. Quindi l’esito sarà disponibile sia online, sul Portale della disabilità, sia inviato tramite PEC e lettera raccomandata entro massimo quattro mesi dopo la visita.

Percentuale di invalidità, indennità e rivedibilità indicate nel verbale online e cartaceo

Il documento rilasciato al termine dell’accertamento che si può scaricare online dal Portale della disabilità o dalla propria PEC, riporta l’intero quadro dei riconoscimenti che derivano dalla valutazione della commissione come la percentuale di invalidità civile che poi determina l’accesso alle diverse soglie previste dalla normativa e alle agevolazioni riconosciute. Nella parte dedicata alle prestazioni economiche il verbale specifica se sussistono i presupposti per l’indennità di accompagnamento, riservata a chi non è in grado di deambulare autonomamente o di compiere gli atti quotidiani della vita, oppure per l’indennità di frequenza destinata ai minori.

Una sezione distinta attesta l’eventuale condizione di gravità prevista dall’articolo 3 comma 3 della legge 104/1992, dalla quale dipendono i permessi lavorativi, il congedo straordinario e le agevolazioni fiscali. Va letta con attenzione anche l’indicazione della revisione, che fissa il mese e l’anno della nuova valutazione: fino alla convocazione le prestazioni proseguono senza interruzioni, mentre la mancata presentazione alla visita programmata ne comporta la sospensione.

Domanda sospesa o respinta: integrazione documentale e ricorso

Quando consulti la domanda online potresti anche trovarti dinanzi a una segnalazione di non conclusione del procedimento ma di: sospensione della domanda, domanda respinta o richiesta di integrazione documentale.

Lo stato di sospensione indica che la commissione sanitaria ha ritenuto incomplete le informazioni mediche e il quadro sanitario depositato e richiede in genere nuovi referti, esami strumentali, relazione specialistica che permetta di quantificare con precisione la riduzione della capacità lavorativa. L’invito all’integrazione documentale che appunto sottolinea la necessità di inviare documenti aggiornati, può fare riferimento sia a quelli sanitari sia ai documenti amministrativi, in questo caso bisognerà procedere entro un termine perentorio, superato il quale un mancato riscontro porta all’archiviazione della pratica e obbliga al riavvio del procedimento amministrativo.

Infine, se la domanda è stata respinta è possibile che si proceda con un accertamento tecnico preventivo, che è una condizione di procedibilità successivo al giudizio, questo permette di depositare il ricorso, entro sei mesi dalla comunicazione, direttamente in tribunale con il patrocinio di un avvocato e una relazione medico legale che possa documentare le patologie riscontrate. Se la domanda viene respinta è possibile avvalersi anche del supporto degli esperti che lavorano nelle associazioni dedicate, che forniscono agli iscritti anche un servizio di patrocinio legale oltre che assistenza nell’invio della pratica e nella verifica del suo stato.

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Accompagnamento: requisiti, importi e modalità di richiesta

12Ago

Accompagnamento: requisiti, importi e modalità di richiesta

Tra le varie misure a tutela di chi necessita di cure costanti troviamo l’indennità di accompagnamento. Si tratta di un assegno erogato a prescindere dall’età o dal reddito personale. Per averne diritto serve il verbale della commissione medico-legale INPS che attesti l’invalidità al 100%, oppure l’impossibilità di camminare e di gestire la quotidianità in autonomia. Vediamo quali sono i requisiti e l’iter per ottenerlo.

Indennità di accompagnamento: requisiti sanitari e anagrafici

Per l’indennità di accompagnamento bisogna richiedere il riconoscimento della prestazione all’INPS, ed è necessario avere sia i giusti requisiti sanitari sia anagrafici.

I requisiti sanitari richiesti sono:

  • Inabilità totale e permanente al 100%.
  • Impossibilità a deambulare senza l’aiuto di un accompagnatore o incapacità di compiere in modo autonomo gli atti quotidiani della vita.
  • Necessità di assistenza.

Accertata l’invalidità totale per ottenere il riconoscimento dell’indennità di accompagnamento, la commissione deve considerare la capacità della persona di prendersi cura di sé e delle proprie attività quotidiane come: attività di igiene, alimentazione, spostamento all’interno e all’esterno dell’abitazione e vestizione.

Oltre ai requisiti sanitari, si deve essere in possesso anche di quelli amministrativi che richiedono:

  • Residenza stabile e abituale in Italia.
  • Essere cittadini italiani, oppure cittadini dell’UE iscritti come residenti in Italia, o cittadini extracomunitari in possesso di un permesso di soggiorno non inferiore a un anno.

Non sono richiesti invece altri requisiti legati all’età o al reddito del richiedente.

Importo dell’indennità di accompagnamento 2026 e decorrenza del pagamento

Quanto si prende con l’indennità di accompagnamento? La somma che si percepisce con l’accompagnamento cambia ogni anno dato che l’assegno è soggetto a rivalutazione annuale. Al momento, per il 2026, l’importo dell’assegno dell’indennità di accompagnamento ammonta a 551,53 euro. L’erogazione avviene invece per dodici mensilità, quindi non è prevista alcuna tredicesima aggiuntiva e l’importo non ha integrazioni o decurtazioni sulla base del reddito, ma rimane uguale per chiunque ne abbia diritto indipendentemente dai redditi percepiti. Una volta approvata la domanda il diritto alla sua riscossione parte dal primo giorno del mese entrante.

Per quanto riguarda invece la liquidazione della prestazione economica, questa deve essere effettuata entro 120 giorni dalla data di presentazione della domanda. Nel primo pagamento, comunque, verranno riconosciute al richiedente le eventuali mensilità pregresse non godute. Il pagamento dell’indennità avviene sul conto del richiedente, nello specifico questa può essere erogata con accredito su: conto corrente bancario o postale, libretto o carta dotata di codice IBAN. È possibile anche conferire una delega alla riscossione a un terzo soggetto, soluzione frequente quando il beneficiario non è in condizione di gestire personalmente i rapporti con l’istituto.

Come presentare la domanda per l’indennità di accompagnamento

Per ottenere l’indennità di accompagnamento è necessario prima ottenere da parte della commissione medica dell’INPS la convalida dell’invalidità al 100% e dell’impossibilità di poter svolgere correttamente le proprie commissioni giornaliere o di deambulare in modo corretto in casa e fuori casa. Una volta ottenuto il riconoscimento dell’invalidità civile al 100%, l’iter per fare domanda si può seguire in autonomia dal sito INPS usando SPID, CIE o CNS, oppure è possibile delegare tutto a un patronato o sindacato, soluzione per evitare qualunque errore in fase di richiesta. Attenzione però se si richiede l’accompagnamento in un secondo momento, magari per un peggioramento della salute, non basta la vecchia documentazione. Serve un nuovo certificato medico introduttivo che attesti chiaramente la perdita dell’autosufficienza o l’impossibilità di camminare senza assistenza.

Dopo aver richiesto un nuovo certificato medico introduttivo, si dovrà inviare tutta la documentazione medica all’INPS. Questo avvierà l’iter e la commissione medica inviterà il richiedente a fare una visita nella sede di competenza o se richiesto organizzerà una visita medica domiciliare. Solo una volta valutate le condizioni di aggravamento e non autosufficienza, procederà al riconoscimento dell’indennità di accompagnamento. Attualmente, in alcune province in fase di sperimentazione, l’avvio dell’accertamento della condizione di disabilità avviene direttamente quando il medico certificatore invia il certificato medico introduttivo al sistema telematico dell’INPS.

In queste province (il cui elenco completo è consultabile sul sito ufficiale dell’INPS) non è necessario fare una domanda successiva alla visita medica, in quanto l’iter parte in automatico. Per tutte le altre province, fino al 31 dicembre del 2026, resta attivo l’iter sopra illustrato.

Eventuale incompatibilità con altre prestazioni e sospensione dell’erogazione

L’indennità di accompagnamento presenta alcune incompatibilità con delle prestazioni. Nello specifico non è possibile cumulare l’indennità con prestazioni analoghe riconosciute per invalidità contratte per causa di guerra, di lavoro o di servizio, ipotesi nelle quali il cittadino conserva comunque la facoltà di optare per il trattamento più favorevole. La verifica di compatibilità va effettuata prima della presentazione della richiesta, così da evitare la formazione di indebiti che l’istituto recupera successivamente sulle mensilità già corrisposte.

Diverso è il caso della sospensione, che opera quando il titolare viene ricoverato in una struttura con oneri interamente sostenuti dallo Stato per un periodo superiore a ventinove giorni. Infatti, la legge prevede che la funzione stessa della prestazione sia destinata a compensare i costi dell’assistenza privata che vengono meno quando le esigenze di cura sono coperte dalla struttura pubblica. Il ricovero va comunicato all’INPS, mentre la degenza in strutture a pagamento o parzialmente private a carico dell’assistito non incide sul diritto.

Sul fronte della compatibilità, invece, la misura si somma senza difficoltà alla pensione di inabilità civile, alle pensioni previdenziali e ai trattamenti di reversibilità, e resta dovuta anche a chi svolge attività lavorativa, dato che nessuna norma subordina il beneficio all’inattività del titolare.

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05Ago

Agevolazioni auto per disabili: IVA ridotta, detrazioni ed esenzioni spiegate

Chi convive con una disabilità riconosciuta può contare su una serie di sconti fiscali che riguardano anche l’automobile, a partire dalla detrazione IRPEF sul costo di acquisto del mezzo.
Al taglio dell’imposta sul reddito si affiancano l’esenzione dal pagamento del bollo auto e l’esenzione dall’imposta di trascrizione al PRA sui passaggi di proprietà, benefici che richiedono requisiti propri e una determinata condizione certificata.
Vediamo allora nel dettaglio come funzionano queste misure, chi ha titolo per richiederle, quali documenti servono al momento dell’acquisto e cosa cambia quando a comprare l’auto è un familiare che ha la persona con disabilità a carico.

Come funziona la detrazione IRPEF per l’acquisto dell’auto

La detrazione riconosciuta a chi acquista un’auto è pari al 19% della spesa sostenuta, ma attenzione al tetto, perché il calcolo si ferma comunque a 18.075,99 euro anche quando il prezzo del veicolo risulta più alto, e questo importo massimo vale allo stesso modo per il nuovo e per l’usato, senza considerare la cilindrata del mezzo..
Il beneficio si può ottenere al momento della dichiarazione dei redditi annuale, dove chi ha comprato l’auto può scegliere: se portare tutto in detrazione nell’anno d’imposta in cui è avvenuto l’acquisto oppure distribuire la somma su quattro quote annuali di identico importo. Infine, l’erede che presenta la dichiarazione per conto della persona con disabilità deceduta può recuperare in una sola volta le rate rimaste.
Il vantaggio riguarda una sola automobile nell’arco di quattro anni che decorrono dalla data dell’acquisto, mentre un secondo acquisto agevolato prima della scadenza viene ammesso solo quando il veicolo comprato in precedenza è stato radiato dal PRA per essere avviato alla demolizione.
Quando invece la radiazione dipende dall’esportazione all’estero il nuovo acquisto non gode di alcuno sconto, mentre in caso di furto la detrazione sull’auto sostitutiva questa va calcolata togliendo l’eventuale rimborso dell’assicurazione, mantenendo la stessa soglia di 18.075,99 euro.
Quando l’adattamento del mezzo non rappresenta una condizione per ottenere la detrazione, il limite di 18.075,99 euro copre soltanto il prezzo dell’auto e non assorbe invece le spese affrontate per gli interventi che ne consentono l’uso concreto, come può essere una pedana sollevatrice, che restano detraibili per conto proprio sempre nella misura del 19%.
Rientrano nel beneficio anche quelle somme spese per la riparazione del veicolo, da queste però sono escluse quelle di ordinaria manutenzione e le voci legate all’uso quotidiano come premio assicurativo, carburante o lubrificante, purché il pagamento avvenga entro quattro anni dall’acquisto.
Queste spese non si possono rateizzare, e vanno inserite nella dichiarazione dell’anno in cui sono state sostenute e condividono con il prezzo dell’auto il medesimo tetto di 18.075,99 euro.

Chi può richiedere la detrazione per l’acquisto dell’auto

Le categorie ammesse ai benefici per la detrazione auto sono quattro:

  • chi è non vedente e chi è sordo;
  • chi ha una disabilità di natura psichica o mentale ed è titolare dell’indennità di accompagnamento;
  • chi presenta pluriamputazioni oppure una limitazione grave e permanente nel camminare;
  • chi ha capacità motorie ridotte o impedite.

Nelle prime tre situazioni il verbale della commissione medica deve riportare il riconoscimento di gravità previsto dall’articolo 3, comma 3, della legge 104/1992, e non viene richiesta alcuna modifica tecnica dell’automobile per ottenere lo sconto fiscale.
Per l’ultima categoria, invece le cose cambiano, perché chi ha una compromissione motoria che non arriva alla grave limitazione nel camminare deve soddisfare un requisito aggiuntivo, ovvero l’adattamento stabile dell’auto al trasporto dell’interessato oppure la sua conformità ai dispositivi indicati dalla commissione che valuta l’idoneità alla guida.
Un presupposto vale invece per tutte e quattro le categorie riguarda l’uso concreto del mezzo che richiede che l’automobile serva in modo esclusivo, o quantomeno prevalente, alla persona con disabilità.
La verifica del diritto in ogni caso avviene sempre con la valutazione del verbale di invalidità o di handicap, dove devono comparire in modo esplicito: il richiamo all’articolo 30, comma 7, della legge 388/2000 per i casi di accompagnamento e di deambulazione compromessa, oppure all’articolo 8 della legge 449/1997 per la compromissione motoria. Senza questi riferimenti né il concessionario né l’ufficio tributario possono applicare il beneficio previsto.

Esenzioni di pagamento previste: bollo auto e imposta di trascrizione

Per quanto riguarda invece l’esenzione del bollo auto questa ha carattere permanente e copre le stesse tipologie di veicoli agevolate ai fini IVA, quindi entro i 2.000 cc di cilindrata sulle alimentazioni a benzina e ibride, entro i 2.800 cc su diesel e ibride, con un tetto di 150 kW quando il motore è elettrico.
Non fa differenza chi risulti proprietario del mezzo: lo sconto va in capo all’auto intestata direttamente all’interessato e continua a operare anche quando il libretto porta il nome del familiare che lo ha a carico ai fini fiscali.
A concedere il beneficio è l’ufficio tributi dell’ente Regione, mentre nei territori dove questo ufficio non è mai stato istituito la domanda va presentata all’ufficio territoriale dell’Agenzia delle entrate; in diverse Regioni l’istruttoria delle richieste è stata affidata all’ACI, quindi in quei casi ci si può rivolgere agli uffici provinciali o alle delegazioni dell’Automobile Club.
I documenti si devono consegnare allo sportello o spedire con una raccomandata A/R una volta sola, in occasione della prima annualità, nei novanta giorni che seguono la data entro cui il versamento andava effettuato, e da lì in avanti l’esenzione prosegue senza che l’interessato debba ripetere l’istanza.
Quando i presupposti vengono meno, per esempio perché l’auto viene venduta, la comunicazione dovrà essere poi inviata al medesimo sportello che aveva accolto la richiesta.
Chi ha più di un veicolo può applicare l’esenzione a uno soltanto, quello individuato con la targa nel momento in cui si presenta la documentazione, restano fuori dal beneficio tutte quelle auto che risultano intestate a cooperative, società di trasporto o enti locali.
Sul mezzo esente non va esposto alcun contrassegno, mentre conviene informarsi presso gli uffici regionali perché alcune Regioni hanno allargato l’agevolazione anche ad alcune categorie che la disciplina nazionale non contempla.
L’imposta di trascrizione dovuta al PRA per registrare i passaggi di proprietà non si paga sui veicoli destinati al trasporto o alla guida di persone con disabilità, sia che si tratti della prima iscrizione di un’auto nuova sia che riguardi il passaggio di una usata, con esclusione espressa per i mezzi di chi è non vedente o sordo.
La domanda va indirizzata solo al PRA competente per territorio e il beneficio resta valido anche quando l’auto appartiene al familiare che ha l’interessato a carico.

Quali auto si possono acquistare con l’IVA agevolata al 4%

Per quanto riguarda lo sconto sull’imposta questa riguarda le vetture fino a nove posti guidatore incluso, i mezzi per trasporto promiscuo entro 3,5 tonnellate (4,5 se elettrici o a batteria), quelli dotati di attrezzature fisse per trasporti specifici e i motoveicoli a tre ruote con non più di quattro posti, mentre sugli autocaravan resta praticabile la sola detrazione del 19%.
L’aliquota ridotta viene applicata, invece se il motore a benzina o ibrido non supera i 2.000 cc, se il diesel o ibrido resta entro i 2.800 cc e se l’elettrico si ferma a 150 kW.
Le minicar guidabili senza patente, invece, non danno diritto a detrazione, mentre vi rientrano gli eventuali optional che sono stati comprati insieme all’auto, le lavorazioni di adattamento e i ricambi legati a quelle stesse lavorazioni.

I documenti necessari per comprare l’auto

Con una limitazione grave e permanente nel camminare il concessionario per vendere l’auto con detrazione richiede il verbale della commissione medica che riporti la gravità prevista dalla legge 104/1992, un’autocertificazione sull’assenza di acquisti agevolati nei quattro anni precedenti e la copia dell’ultima dichiarazione dei redditi.
Per quanto riguarda la compromissione motoria il decreto del Ministero dell’economia e delle Finanze ha semplificato la procedura, infatti ora può bastare la patente speciale oppure la richiesta della stessa, da ottenere entro dodici mesi dall’acquisto, affiancata dall’autocertificazione sul quadriennio, mentre quando l’acquisto lo fa un familiare basta il documento che prova il carico fiscale di una persona con disabilità riconosciuta.

Come funziona l’agevolazione per un familiare

Tutti i benefici possono essere richiesti anche dal parente di una persona disabile che si occupa di svolgere l’acquisto, questo è possibile purché l’interessato risulti a suo carico, e in quel caso la fattura può portare indifferentemente l’uno o l’altro nome.
Il carico fiscale scatta sotto i 2.840,51 euro di reddito annuo, che diventano 4.000 euro per i figli fino a 24 anni, senza conteggiare eventuali pensioni e indennità esenti.
Oltre quella soglia lo sconto spetta solo alla persona con disabilità, che deve intestarsi tutti i documenti di spesa. Chi ha a carico più familiari con disabilità può invece ripetere l’acquisto agevolato per ciascuno di loro nello stesso quadriennio.

Quando si perde il diritto alle agevolazioni auto

Bisogna infine fare attenzione alle eventuali perdita del diritto all’agevolazione. Questa situazione si verifica quando si decide di vendere o regalare la macchina prima che siano passati due anni.
In questo caso si è obbligati a restituire il risparmio ottenuto, sia sull’IVA sia sulle altre voci, questo non vale quando la cessione serve a prendere un mezzo con adattamenti diversi resi necessari da un cambiamento delle condizioni di salute.
Nessun rimborso viene richiesto invece all’erede che vende l’auto ricevuta in successione, mentre dopo il quarto anno cade ogni vincolo e il diritto torna disponibile senza obbligo di disfarsi del veicolo precedente.

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