29Lug

Assegno di assistenza e pensione di invalidità: quali differenze ci sono?

L’assegno di assistenza e la pensione di invalidità sono due prestazioni sociali a supporto delle persone con invalidità civile e limitata capacità lavorativa. Entrambe le prestazioni spesso vengono accostate, ma è necessario distinguerle, perché non solo sono dirette verso diversi soggetti. Le differenze principali tra assegno mensile di assistenza e pensione di inabilità si definiscono in due elementi specifici quali: percentuale di invalidità e reddito personale. Quindi andiamo a vedere le caratteristiche delle due prestazioni sociali e infine cerchiamo di carpirne le principali differenze.

Assegno mensile di assistenza: a chi spetta, requisiti e caratteristiche

L’assegno mensile di assistenza viene erogato a chi presenta alcuni specifici requisiti tra cui:

  • Invalidità civile parziale riconosciuta in una percentuale che va da un minimo del 74% fino a un massimo del 99%.
  • Un’età che deve essere compresa tra i 18 e i 67 anni.
  • Residenza stabile e abituale in Italia, sia che si sia cittadini italiani, UE o Extra UE.

Per quanto riguarda il reddito limite personale è di 5.852,21 euro, mentre l’importo erogato è pari a 340,71 euro per 13 mensilità. Questa prestazione, dunque, non si collega a una impossibilità lavorativa totale, ma ad un’importante limitazione che deve essere sempre confermata da un verbale sanitario e che si deve mantenere all’interno dei parametri economici previsti dalla normativa.

L’assegno mensile di assistenza viene corrisposto anche nel momento in cui l’invalido viene ricoverato in un istituto pubblico che provvede al suo sostentamento e decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda.

Pensione di inabilità civile: riconoscimento e caratteristiche

La pensione di inabilità civile viene riconosciuta agli invalidi civili totali, ossia a coloro che hanno un’inabilità al lavoro pari al 100%. La pensione viene riconosciuta a chi ha un’età tra i 18 e i 67 anni, sempre con residenza stabile in Italia e requisiti sanitari comprovati dal medico e dalla commissione sanitaria dell’INPS. L’importo attuale della pensione di inabilità civile è di 340,71 euro per 13 mensilità, con un limite di reddito personale annuo pari a 20.029,55 euro.

La prestazione si rivolge a coloro che sia sul piano medico-legale sia sotto il profilo di capacità lavorativa risultino inabili e necessitino di conseguenza di un supporto maggiore. La pensione può essere riconosciuta anche se la persona è ricoverata in un istituto pubblico che provvede al sostentamento, e può essere incrementata in condizioni particolari di reddito secondo le regole vigenti. Al compimento dell’età prevista per l’assegno sociale, indicata per il 2026 in 67 anni, la pensione di inabilità si trasforma in assegno sociale sostitutivo.

Le principali differenze tra assegno di assistenza e pensione di invalidità

Le principali differenze tra l’assegno di assistenza e pensione di invalidità come abbiamo visto sono nella percentuale di inabilità lavorativa riconosciuta:

  • Per l’assegno mensile di assistenza: l’assistito deve avere un’invalidità riconosciuta compresa tra il 74% e il 99%
  • Per la pensione di inabilità: deve vedersi riconosciuta una inabilità permanente pari al 100%.

A questa differenza se ne aggiungono anche altre riguardanti le soglie di reddito che sono nettamente differenti: per chi prende l’assegno di assistenza, infatti, abbiamo un limite di 5.852,21 euro contro i 20.029,55 euro per chi invece può richiedere la pensione di inabilità. Infine, sul piano economico, entrambe prevedono lo stesso importo ma chi prende la pensione di inabilità civile al 100% può eventualmente beneficiare del cosiddetto “incremento al milione” (maggiorazione sociale), che ne aumenta l’importo effettivo in presenza di determinati requisiti reddituali, cosa non prevista negli stessi termini per l’assegno.

Requisiti comuni tra pensione e assegno di assistenza

Tutte e due le prestazioni hanno anche dei punti in comune ossia richiedono cittadinanza italiana, oppure, per i cittadini stranieri, i requisiti specifici previsti per comunitari ed extracomunitari, insieme alla residenza stabile e abituale in Italia. Per i cittadini extracomunitari è richiesto un permesso di soggiorno di almeno un anno, mentre per i cittadini comunitari è necessaria l’iscrizione all’anagrafe del comune di residenza. Il limite anagrafico è il medesimo: minimo 18 anni e massimo 67 anni con successivo passaggio all’assegno sociale sostitutivo al raggiungimento dell’età prevista.

Un altro elemento comune è l’iter sanitario: per ottenere la prestazione serve il verbale di invalidità civile rilasciato dalla commissione medico-legale al termine dell’accertamento sanitario. Nelle province che sono coinvolte dalla sperimentazione, il sistema prevede il certificato medico introduttivo inviato telematicamente dal medico certificatore e l’avvio dell’accertamento senza domanda amministrativa iniziale; fuori da queste province, fino al 31 dicembre 2026, resta necessaria anche la domanda amministrativa di invalidità civile.

La domanda per la pensione o per l’assegno può essere presentata online sul sito INPS con SPID, CIE o CNS, oppure tramite patronato o associazioni di categoria abilitate.

Compatibilità e incompatibilità con altri supporti economici

L’assegno mensile di assistenza ha un sistema di compatibilità più rigido, infatti non si può percepire se si sceglie di usufruire delle prestazioni come quelle per l’invalidità di guerra, lavoro o servizio o di altre tipologie di pensioni dirette di invalidità. La pensione di inabilità invece è compatibile con le prestazioni erogate a titolo di invalidità per lavoro, guerra o servizio. Inoltre questa è compatibile anche per coloro che prendono altre pensioni di invalidità dirette.

Per la pensione di inabilità, inoltre, la compatibilità con l’attività lavorativa è prevista con limiti reddituali maggiori, mentre per l’assegno mensile di assistenza lo svolgimento di attività lavorativa è contemplato solo entro i limiti reddituali previsti.

Tempi e gestione della pratica

Per entrambe le prestazioni il procedimento di liquidazione deve concludersi entro 45 giorni dalla data di presentazione della domanda di pagamento completa di tutti i dati obbligatori. Una volta definito l’iter, il verbale viene inviato dall’INPS tramite raccomandata A/R o PEC, se disponibile, e resta consultabile anche nella Cassetta postale online.

Infine, per entrambe, con l’eccezione delle domande di aggravamento, non è possibile presentare una nuova domanda per la stessa prestazione prima che l’iter precedente sia concluso o, in caso di ricorso, prima di una sentenza passata in giudicato. In definitiva, sono due misure che possono sembrare simili, ma che richiedono specifici requisiti prevedendo di conseguenza diverse agevolazioni e limitazioni.

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Legge 104: tutti i permessi previsti per lavoratori e caregiver

I lavoratori con disabilità e i caregiver hanno maggiori difficoltà nel conciliare in modo ottimale vita privata, cura e impegni lavorativi. Per questo motivo, la legge 104 prevede permessi e congedi pensati sia per i lavoratori con disabilità grave riconosciuta sia per i familiari che se ne prendono cura, al fine di agevolarli nel mantenimento di un equilibrio sostenibile tra cura e vita lavorativa.

Vediamo nel dettaglio come funzionano e quali sono i permessi di cui si può usufruire.

Chi può usufruire dei permessi 104

I beneficiari dei permessi dati dalla Legge 104 si dividono in due categorie principali:

  • Le persone con disabilità riconosciuta, che accedono a tutele e agevolazioni per l’integrazione sociale e lavorativa.
  • I caregiver familiari, ovvero coloro che prestano assistenza continuativa.

Nel dettaglio, i permessi retribuiti spettano a:

  • Lavoratori dipendenti con disabilità grave riconosciuta.
  • Genitori (anche adottivi o affidatari) di figli con disabilità grave.
  • Coniuge o partner in unione civile.
  • Convivente di fatto.
  • Parenti o affini entro il secondo grado.

In particolari condizioni, il diritto si estende anche ai parenti entro il terzo grado, ad esempio, quando i familiari più prossimi hanno più di 65 anni, sono affetti da patologie invalidanti oppure quando questi sono deceduti o assenti.
Un’importante novità introdotta dal D.lgs. n. 105/2022 riguarda l’eliminazione del “referente unico”: oggi più familiari possono alternarsi nell’assistenza, pur nel limite complessivo dei giorni disponibili.

Come funzionano i permessi 104

I permessi lavorativi 104 sono una delle tutele più rilevanti previste dalla legge perché permettono di conciliare le esigenze di cura con l’attività professionale senza perdere la retribuzione. Nel concreto, i lavoratori dipendenti indicati come “caregiver” hanno diritto a tre giorni di permesso retribuito al mese. Queste giornate possono essere utilizzate anche in modo frazionato, sotto forma di ore, offrendo maggiore flessibilità nella gestione dell’assistenza.

La retribuzione e la contribuzione sono garantite, e le assenze non incidono né sulle ferie maturate né sull’anzianità di servizio.
Per i lavoratori con disabilità grave esiste anche un’alternativa ai tre giorni mensili: i permessi orari giornalieri, pari a due ore al giorno se l’orario di lavoro è di almeno sei ore, ridotte a un’ora se l’orario giornaliero è inferiore.
I genitori di figli con disabilità, inoltre, hanno diritti specifici quali:

  • Per i bambini con meno di 3 anni: permessi mensili, riposi orari o prolungamento del congedo parentale.
  • Per i bambini tra i 3 e i 12 anni: 3 giorni mensili e congedo parentale prolungato.

La recente Legge 106/2025 ha introdotto, dal 1° gennaio 2026, un’ulteriore tutela per i lavoratori affetti da patologie oncologiche in fase attiva, invalidanti o croniche anche rare, con un grado di invalidità pari o superiore al 74%: dieci ore annue di permesso retribuito, aggiuntive rispetto alla Legge 104, da destinare a visite, esami e terapie. Lo stesso diritto spetta al genitore di un figlio minorenne nelle medesime condizioni.

La normativa definisce infine anche delle tutele aggiuntive pensate per riuscire a facilitare la vita lavorativa dei caregiver.
Tra queste, la possibilità di richiedere una sede di lavoro più vicina al domicilio della persona assistita e il divieto di trasferimento senza consenso. In molti casi viene anche riconosciuta una priorità nell’accesso allo smart working.

Come richiedere il congedo 104

Oltre ai permessi mensili è previsto anche il congedo straordinario retribuito, un periodo che permette di assentarsi dal lavoro fino a due anni complessivi. Durante il congedo, il lavoratore percepisce un’indennità calcolata sull’ultima retribuzione e continua a maturare contributi utili ai fini pensionistici. Tuttavia, questo periodo non dà diritto alla maturazione di ferie, tredicesima o TFR.
Il congedo può essere utilizzato in modo continuativo oppure si può suddividere in più periodi, in questo caso è però necessario prestare attenzione alla gestione dei giorni: per evitare che vengano conteggiati anche i festivi, è richiesta la ripresa del lavoro tra un periodo e l’altro.
La domanda per il congedo straordinario deve essere presentata online tramite il portale INPS oppure con il supporto di un patronato. Anche in questo caso è indispensabile allegare la documentazione che attesta la condizione di disabilità grave.

Permessi e congedo: regole e compatibilità

Un aspetto spesso poco chiaro riguarda la possibilità di utilizzare contemporaneamente permessi e congedo. In linea generale, i due strumenti possono coesistere nello stesso periodo, ma non possono essere fruiti nelle stesse giornate.
Inoltre, per assistere la stessa persona con disabilità, i benefici possono essere utilizzati da familiari diversi, purché in modo alternato, dunque, non è possibile fruirne insieme nello stesso periodo. È importante sottolineare che l’utilizzo dei permessi deve essere coerente con la finalità assistenziale prevista dalla legge. Eventuali abusi possono comportare conseguenze anche gravi, come sanzioni disciplinari o il licenziamento.

I permessi della legge 104 sono uno strumento di tutela che offre un sostegno concreto a lavoratori disabili e caregiver, necessario per gestire al meglio le esigenze di assistenza quotidiana.

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15Lug

Vacanze accessibili: diritti, agevolazioni e detrazioni per le persone con disabilità

Organizzare delle vacanze accessibili quando si ha una disabilità significa spesso fare i conti con due ostacoli: i costi in più, a partire da quelli per l’accompagnatore, e le barriere architettoniche.
Per alleggerire entrambi esistono strumenti diversi: diritti che spettano a chiunque ne abbia bisogno, senza fare domanda, agevolazioni con sconti e gratuità di alcuni servizi, e infine si può accedere ad alcuni contributi a domanda, con bandi, scadenze e graduatorie.
Invece non ci sono detrazioni dirette sul viaggio in sé, ma chi ha una disabilità mantiene tutto l’anno il diritto a ricevere agevolazione fiscali e detrazioni IRPEF sull’acquisto dell’auto, su eventuali ausili di trasporto, e per l’assistenza e il trasporto sanitario.

Vacanze accessibili e diritti: l’assistenza gratuita sui mezzi

Quando si vuole viaggiare con i mezzi pubblici il Regolamento Europeo garantisce un’assistenza dedicata gratuita a tutte le persone che viaggiano con mobilità ridotta o disabilità.

Viaggio in treno

Nello specifico chi viaggia in treno ha la possibilità di richiedere assistenza fino a 24 ore prima della partenza. Inoltre, il viaggiatore potrà essere accompagnato dal cane d’assistenza o da un accompagnatore. Se l’accompagnatore viene richiesto dalla compagnia ferroviaria, allora questo ha diritto a viaggiare gratis e sedersi accanto (quando possibile) all’assistito. In Italia il servizio passa dalle Sale Blu di RFI e si prenota tramite il servizio SalaBlu online, l’app Sala Blu+, di persona o via e-mail.

Viaggio in aereo

L’assistenza gratuita per un viaggio in aereo comprende il supporto in aeroporto prima e dopo il volo e a bordo, oltre al trasporto gratuito per il cane da assistenza riconosciuto, degli ausili per la mobilità (massimo due) e dalle attrezzature mediche.
Se si viaggia con un accompagnatore, la compagnia dovrebbe, ove possibile, farlo sedere accanto al passeggero. Il preavviso raccomandato è di 48 ore prima del volo, specificando il tipo di assistenza necessaria.

Viaggio in nave e in autobus

Anche nel caso in cui si parta con la nave o con l’autobus si ha diritto a ricevere l’assistenza al terminal e a bordo in modo gratuito.
Cambiano però i tempi di preavviso, che invece sono più lunghi rispetto al treno e per questo motivo conviene verificare con il vettore al momento della prenotazione.

Vacanze accessibili con la Disability Card: sconti su cultura e trasporti

La Carta Europea della Disabilità, o Disability Card, è la tessera rilasciata gratuitamente dall’INPS che certifica la condizione di disabilità ed evita di dover esibire ogni volta verbali e certificati.
Con la card si entra gratis o a prezzo ridotto nei musei statali, nei siti archeologici, nei parchi e nelle aree protette, oltre che nelle strutture culturali private che hanno aderito al circuito. Inoltre si hanno agevolazioni sui mezzi di trasporto come:

  • In treno: se sul lato anteriore della Disability Card compare la lettera “A” (che segnala la necessità di un accompagnatore o di un sostegno più intenso) Trenitalia riconosce la gratuità del viaggio per l’accompagnatore su tutto il territorio nazionale: viene emesso un unico biglietto al prezzo Base intero previsto per quel treno, valido per entrambi. L’agevolazione non è cumulabile con altre riduzioni, a eccezione di quella per i ragazzi.
  • Sui traghetti: diverse compagnie riservano sconti ai titolari della card che però vanno verificati caso per caso al momento della prenotazione.

La carta è riconosciuta anche all’estero ma solo nei paesi UE che hanno partecipato al progetto. La situazione però sta per cambiare: in quanto la direttiva (UE) 2024/2841 istituisce una Carta europea della disabilità valida in tutti e 27 gli Stati membri, insieme a un contrassegno europeo di parcheggio.
Gli Stati devono recepirla entro il 5 giugno 2027 e applicarla pienamente entro il 5 giugno 2028. L’Italia ha avviato il percorso con una legge delega, ma i decreti attuativi non sono ancora arrivati: fino ad allora resta valida la card INPS attuale.

Carta Blu di Trenitalia

La Carta Blu è una tessera gratuita e nominativa di Trenitalia, riservata in particolare ai residenti in Italia titolari di indennità di accompagnamento o di indennità di comunicazione, e agli invalidi INAIL non autosufficienti, come la Disability Card anche la Carta Blu dà diritto alla gratuità del viaggio per l’accompagnatore, puoi richiederla compilando un modulo.

I bandi Estate INPSieme

Per partecipare al bando Estate INPSieme occorre essere figli o orfani, o equiparati di chi lavora o ha lavorato nella Pubblica Amministrazione ed è iscritto al Fondo Credito, Gestione unitaria delle prestazioni creditizie e sociali, o in alternativa vale l’iscrizione al Fondo Postelegrafonici.
Il bando Italia riguarda gli studenti dalla seconda alla quinta della scuola primaria e la secondaria di primo grado; le superiori rientrano soltanto se lo studente ha una disabilità ai sensi dell’articolo 3, commi 1 o 3, della Legge 104/1992, o un’invalidità civile al 100%. Il bando Estero, invece, finanzia vacanze studio linguistiche per le superiori ed è aperto a tutti gli aventi diritto.
In graduatoria la priorità assoluta va a orfani ed equiparati, disabili ex articolo 3, comma 3, e invalidi civili al 100%; subito dopo viene la riserva di posti destinata agli studenti con disabilità ex articolo 3, comma 1. Per le prime due categorie l’INPS riconosce anche un contributo aggiuntivo per un massimo di due accompagnatori, parenti entro il terzo grado, con copertura fino al 70% delle spese.

Estate INPSieme Senior

Il bando annuale chiamato anche “Bonus Benessere” finanzia soggiorni estivi in Italia e all’estero, crociere comprese.
Qui gli aventi diritto sono i pensionati, iscritti agli stessi due fondi visti sopra o alla Gestione Dipendenti Pubblici, che possono partire con il coniuge e i figli conviventi con disabilità, purché compaiano nella sua attestazione ISEE. L’iscrizione deve risultare attiva da almeno un anno e restare tale fino alla fine del soggiorno, altrimenti il beneficio decade.
I massimali sono di 1.400 euro per i soggiorni di 15 giorni e 14 notti, 800 per quelli di 8 giorni e 7 notti: quanto si ottiene dipende dall’ISEE, con priorità a chi ha necessità di sostegno intensivo o familiari con disabilità grave.
Il contributo copre vitto, alloggio, viaggio e attività comprese nel pacchetto, che va acquistato da un tour operator o da un’agenzia: le prenotazioni fatte direttamente con la struttura o solo online non rientrano.

Agevolazioni sull’imposta di soggiorno e nelle strutture ricettive

Infine, un’agevolazione poco conosciuta: molti Comuni italiani esentano dall’imposta di soggiorno le persone con disabilità e chi le accompagna. Ogni Comune decide con proprio regolamento, quindi il consiglio è di verificare sul sito del Comune di destinazione.
Sempre a livello locale, è possibile trovare diverse strutture ricettive e stabilimenti balneari applicano tariffe scontate o formule gratuite grazie a convenzioni comunali e regionali, e molte spiagge attrezzate offrono passerelle, sedie job e accesso all’acqua assistito.

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08Lug

Tesseramento ANIMID 2026: perché entrare a far parte della nostra rete di sostegno

Quando si affronta una disabilità o si accompagna un familiare anziano si sa: da una parte c’è la burocrazia, tra domande di invalidità civile, legge 104 e agevolazioni fiscali, dove le tutele esistono ma accedervi davvero non è sempre facile. Dall’altra c’è la vita di tutti i giorni, fatta di spostamenti, commissioni e momenti in cui serve semplicemente una mano.

ANIMID, Associazione Nazionale Invalidi Mutilati e Disabili, lavora su entrambi i fronti: offre orientamento e supporto competente nelle pratiche, e allo stesso tempo una rete di aiuto concreto sul territorio, al fianco delle persone anziane e con disabilità.

Diventare tesserato ANIMID significa condividere gli ideali dell’associazione e sostenere chi ha bisogno di aiuto, ricevendo al tempo stesso supporto e vantaggi concreti.

Perché scegliere di diventare un tesserato ANIMID?

Il tesseramento ANIMID offre diversi vantaggi: tra i principali, per chi si associa, c’è l’accesso a consulenza e assistenza in ambito previdenziale, fiscale e legale, disponibile per telefono e online.

Un punto di riferimento a cui rivolgersi quando serve un supporto professionale e attento per richiedere bonus e agevolazioni, presentare domande di indennità o invalidità civile, fare ricorsi o gestire le pratiche legate alla legge 104.

Con la sua consulenza ANIMID permette a familiari e richiedenti di capire come impostare la pratica, quali documenti servono e quali requisiti sono richiesti.

Al fianco del punto informativo, aiuta anche a comprendere con facilità le nuove normative e le agevolazioni fiscali (detrazioni, esenzioni, benefici legati a spese sanitarie e ausili), accompagnando passo dopo passo i suoi tesserati nel rispetto delle scadenze.

A completare i vantaggi dell’adesione c’è la newsletter, con aggiornamenti costanti su progetti e iniziative, e le altre attività di sostegno riservate ai soci.

In questo modo non ci si perderà mai una novità importante o un’iniziativa pensata per gli associati, resa possibile dalla rete associativa e di volontariato di ANIMID.

Il tesseramento ANIMID sostiene la rete sul territorio

Diventare tesserato ANIMID non è solo un modo per ricevere aiuto: è anche un modo per darne.

Grazie al contributo di ogni tesserato, l’associazione riesce a mantenere attiva una rete di servizi di prossimità che, dove la presenza di volontari e le convenzioni locali lo consentono, prevede:

  • Aiuto nella vita quotidiana: ritiro delle ricette, consegna di farmaci e spesa a domicilio, piccole commissioni e compagnia per chi ha difficoltà a uscire di casa.
  • Accompagnamento alla mobilità: trasporti sociali verso visite mediche, terapie, scuola, lavoro e attività sociali, con priorità alle esigenze sanitarie.
  • Comunità e partecipazione: incontri, seminari, iniziative culturali e sportelli sociali pensati per prevenire l’isolamento e mantenere relazioni significative.

E c’è un effetto ulteriore: ogni nuova adesione rafforza la voce di ANIMID presso le istituzioni, rendendo più solida la richiesta di più tutele e più inclusione.

Diventare tesserato ANIMID significa entrare in una comunità attiva e, allo stesso tempo, sostenere chi in quel momento ha bisogno di una mano.

Come aderire

Per aderire visita la nostra pagina dedicata al tesseramento. Con pochi passaggi puoi diventare parte della rete ANIMID e di una comunità che, ogni giorno, sceglie di prendersi cura di chi ha bisogno.

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Invalidità civile 2026: come presentare la domanda e quali documenti servono

01Lug

Invalidità civile 2026: come presentare la domanda e quali documenti servono

Il percorso per ottenere il riconoscimento dell’invalidità civile nel 2026 richiede innanzitutto un certificato medico introduttivo: redatto e trasmesso telematicamente all’INPS da un medico certificatore abilitato che descrive le patologie invalidanti.

Con la riforma prevista dal d.lgs. 62/2024, questo certificato può avviare direttamente la procedura, ma il sistema non è ancora uniforme in tutta Italia: in alcune province non serve alcuna azione successiva, in altre resta necessario presentare domanda all’INPS, almeno fino al 31 dicembre 2026, quando la riforma entrerà a regime su tutto il territorio nazionale (per sapere se la propria provincia rientra o meno nella sperimentazione, è possibile verificarlo sul portale INPS o rivolgendosi a un patronato).

Come presentare la domanda di invalidità civile nel 2026

Nei territori dove non è ancora attiva la riforma resta dunque necessario presentare la domanda di invalidità civile, questo è possibile in due modi:

  • Sul portale online INPS, accessibile con SPID, CIE o CNS: in questo caso il cittadino compila autonomamente il modulo con il codice univoco, i dati personali e le informazioni socioeconomiche. (per i minori, la domanda va presentata con le credenziali del minore stesso).
  • Presso patronati o associazioni che assistono il paziente in tutte le fasi della richiesta. Questa è una soluzione utile per coloro che non sono pratici o hanno difficoltà a gestire la procedura da soli.

Dopo l’invio, sarà possibile integrare altra documentazione sanitaria, anche se si consiglia di allegare fin da subito referti, lettere di dimissione ed esami strumentali, per rendere la valutazione più accurata.

Non è possibile invece inviare una nuova domanda per la stessa prestazione se è già in corso una procedura precedente o un ricorso giudiziario senza sentenza definitiva, salvo nel caso di aggravamento (Legge 80/2006).

Infine, per chi soffre di patologie oncologiche, la Legge 80/2006 prevede una procedura accelerata con la definizione della domanda entro 15 giorni, e la possibilità di presentare una nuova domanda in caso di aggravamento anche nel caso di procedura precedente non ancora conclusa.

La visita in commissione

Dopo aver inviato tutta la documentazione si svolgerà la visita in Commissione. I tempi di convocazione variano e sono di massimo 120 giorni per le convenzioni CIC (INPS + Regioni) e di massimo 45 giorni per le Commissioni ASL con medico INPS.

In caso di assenza alla prima convocazione non si perde il diritto alla richiesta: si viene richiamati una seconda volta; mentre ulteriori assenze ingiustificate comportano invece la decadenza della domanda.

Quali documenti portare durante la visita per l’invalidità civile

Al momento della visita per l’invalidità civile bisogna portare con sé un documento d’identità in corso di validità e tutta la documentazione medica.

La documentazione medica dovrebbe essere recente e, se il quadro clinico è complesso, accompagnata da una breve sintesi cronologica.

Il richiedente ha il diritto di farsi assistere durante la visita da un medico di fiducia, che può aiutare a esporre correttamente il quadro clinico.

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RUNTS – Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il DM 2/2026 recante modifiche al DM 106/2020